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L'Associazione    Lo statuto
   Il Consiglio direttivo

Con atto notarile del 13 giugno 1991 in Siena fu costituita l'Associazione italiana delle Enoteche, con sede presso l'Enoteca Italiana di Siena. I soci fondatori furono 8 (Siena e Firenze in Toscana, le due friulane di Gradisca d'Isonzo e Cormons, l'emiliano-romagnola di Dozza e le tre piemontesi di Acqui Terme, Barbaresco e Roppolo).
Era l'inizio dell'epoca contemporanea del vino, in cui si delineava un primo interesse diffuso alla cultura del gusto e al turismo del vino, fenomeni socio-culturali che caratterizzeranno la transizione tra secondo e terzo millennio.
Si uniscono in associazione le Enoteche storiche italiane (le più antiche risalgono a trent'anni prima e sono quelle di Grinzane Cavour e La Serenissima di Gradisca d'Isonzo, seguite da quella di Barolo, mentre l'Italica di Siena risale alla prima metà del secolo). Accanto a loro altre strutture più recenti. Complessivamente le Enoteche associate rappresentano il punto di arrivo di un turismo del vino molto consistente (negli anni successivi si calcolerà che quasi un milione di persone transitino annualmente attraverso le venti enoteche associate), caratterizzato da una netta fedeltà di comportamenti e dalla fiducia nella comunicazione informativa delle enoteche pubbliche. Nelle Enoteche territoriali si realizza la prima comunicazione del vino.
L'associazione ha valorizzato nel tempo proprio questo carattere esclusivo del servizio fornito agli utenti: nate dalla volontà e con l'apporto determinante di enti pubblici, svolgono principalmente una funzione informativa e orientativa nei confronti del consumatore, con grande rispetto per le denominazioni d'origine e senza indulgere a mode commerciali del momento. L'enoteca pubblica ha un interesse collettivo e culturale da seguire: si propone di far conoscere la civiltà storica dell'area e l'origine dei prodotti.
Le Enoteche pubbliche sono quindi selettive e rappresentative del territorio e della sua cultura enologica. La selettività è sancita da statuti e regolamenti e si basa sul lavoro di organismi indipendenti di valutazione sensoriale; l'attività delle Enoteche pubbliche determina una forte crescita della cultura della qualità.
Alcune Enoteche, in primo luogo l'Italiana di Siena e la regionale Emilia-Romagna di Dozza, svolgono altresì un ruolo di servizio promozionale per le istituzioni di riferimento (lo Stato italiano e la Regione Emilia-Romagna), per conto delle quali svolgono attività anche fuori del proprio territorio per la valorizzazione dei vini di qualità. Questa funzione si va diffondendo e si instaurano rapporti analoghi tra Regioni ed enti locali e le proprie Enoteche, affidatarie di una competenza professionale nella promozione e di una rappresentanza che spesso copre anche altri comparti dell'enogastronomia tipica.
La seconda fase di vita dell'Associazione inizia il 20 novembre con la modifica dello Statuto: è ora Associazione Italiana delle Enoteche e delle Strade del Vino, ponendo le premesse per raggruppare in un unico organismo tutte le strutture territoriali permanenti del vino di iniziativa pubblico-privata. Le adesioni dei soggetti gestori delle Strade del Vino sono in corso; le prime iniziative sono un convegno organizzato a Vinitaly (aprile 2001) in collaborazione con l'Ente Fiere di Verona sulle strategie delle Strade del Vino e l'organizzazione della prima Assemblea nazionale delle Strade del Vino (Agliano Terme, agosto 2001).

Nel frattempo si è sviluppata un'attività promozionale coordinata dall'Enoteca Italiana di Siena e finanziata dal Ministero delle Politiche Agricole. Oltre ad una periodica degustazione guidata dagli oli dop italiani, in collaborazione con l'Associazione Città dell'Olio, nel 2003 e 2004 l'Associazione ha gestito venti manifestazioni nelle Enoteche di Barolo, Canelli, Nizza Monferrato, Pramaggiore oltre che nelle località di Aosta, Casteggio, nell'ambito della manifestazione "Per Bacco ragazzi - Vino e Giovani". In particolare sono state organizzate le Viniadi, un inedito campionato tra degustatori non professionisti: migliaia i partecipanti nelle selezioni svolte nelle Enoteche associate e poi terminate in finali nazionali.
Cultura e divulgazione, insomma.
Sul fronte delle Strade del Vino, la seconda assemblea nazionale si è svolta nel novembre 2004 al Salone del Vino di Torino, dove è risultato che gli organismi di gestione avevano assunto sufficiente esperienza per porsi problemi organizzativi e di comunicazione. E' nata l'idea di un Coordinamento nazionale spontaneo e autogestito, che l'Associazione ha favorito senza imporre condizioni o primati.
Le circa 40 Strade del Vino più attive si sono riviste in incontri successivi di Carrara e Sanremo (gennaio 2005), Cremona e quindi nel Mantovano (aprile 2005) e a Verona in occasione del Vinitaly (aprile 2006).
Il coordinamento ha discusso ampiamente e portato esperienze circa la regolamentazione della cartellonistica stradale; si è avviata una campagna di decoro ambientale con le rose dei floricoltori di Sanremo; si sono concordate altre iniziative comuni.
A settembre 2005 è uscito il primo numero di una rivista propria, affiancata al trimestrale Barolo & Co.



Sede legale:
Enoteca Italiana di Siena
Organizzazione:
Regione San Rocco, 80
14041 Agliano Terme (AT)
tel. 0141.954.286, fax 0141.954.193


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